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Dal soffitto di un’aula vuota si era staccato un pezzo di intonaco di circa 20 centimetri di lunghezza. Ad accorgersene è stata una bidella

Non è la situazione del Sigonio, ma ieri pomeriggio i tecnici comunali sono dovuti intervenuti anche alle scuole medie Guidotti di via Giardini a Modena. Dal soffitto di un’aula vuota si era staccato un pezzo di intonaco di circa 20 centimetri di lunghezza. Ad accorgersene è stata una bidella dell’istituto. Nel pomeriggio di ieri i muratori del Comune hanno completato l’intervento di manutenzione, nel frattempo sono state controllate una a una tutte le aule e le zone in comune dell’edificio. Le lezioni non sono mai state interrotte e anche questa mattina gli studenti sono entrati regolarmente in classe.

 
Oltre al caso Sigonio, preoccupa i sindacati la situazione generale dell’edilizia scolastica a Modena e provincia. A dirlo il gruppo intersindacale sulla sicurezza nelle scuole, costituito da Cgil, Cisl e Uil. I sindacati sottolineano i problemi ancora irrisolti di sicurezza nelle scuole. Da una ricerca resa pubblica nel 2012 risulta che solo la metà degli edifici scolastici modenesi ha il certificato di prevenzione incendi, mentre il 40 per cento non possiede quello di conformità edilizia o di agibilità. In compenso in tutte le scuole si effettuano ogni anno le prove di evacuazione, non semplici a causa delle dimensioni delle classi. E in effetti nella maggior parte delle scuole le aule non sono adeguate all’elevato numero di alunni, a volte anche oltre le 30 unità quando per legge dovrebbero essere al massimo 25. L’elenco delle magagne continua: alcuni edifici scolastici hanno armadi non ancorati, porte con vetrate, aperture di finestre pericolose, problemi di controllo dell’aerazione; in alcuni casi – denunciano i sindacati – i dirigenti scolastici sottovalutano le problematiche di sicurezza segnalate dai lavoratori. Nonostante la sicurezza dell’edilizia scolastici rappresenti un’emergenza nazionale, a Modena manca un’anagrafe completa sulla situazione edificio per edificio. “Bisogna superare la cultura dell’emergenza e sviluppare una metodologia d’intervento basata sulla programmazione – ribadiscono Cgil, Cisl e Uil, che invitano enti locali, proprietari degli edifici, e istituzioni scolastiche ad una più stretta collaborazione.


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