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La comunità sarda residente in città è pronta a correre in aiuto, la protezione civile attende istruzioni. Raccolta di cibo per gli animali dei rifugi.

Almeno 16 morti, decine di sfollati ospitati negli alberghi, una quantità impressionante di feriti. Un vero e proprio bollettino di guerra quello della Sardegna, travolta dal ciclone: frane, ponti crollati, voragini nelle strade, quartieri sommersi, con l’acqua alta più di due metri, fiumi di fango. In 24 ore, spiegano gli esperti, è caduta la pioggia che normalmente cade in sei mesi. Tra le vittime si contano purtroppo anche quattro bambini. Ci sono poi le storie di un poliziotto, finito con il fuoristrada in una voragine mentre apriva la strada ad un’ambulanza e di una coppia in auto travolta dall’onda della piena.

 

“Una tragedia nazionale” ha detto il premier Enrico Letta annunciando lo stanziamento di 20 milioni di euro; in Sardegna è già arrivato anche il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. Oggi la situazione è ancora difficile ad Olbia e a Nuovo, dove le scuole restano chiuse.

 

Ore di preoccupazione anche nella nostra provincia dove, negli anni, la comunità sarda è cresciuta ed è pronta a mobilitarsi. A Modena ha sede l’Associazione Culturale sardo-emiliana, che conta oltre 120 iscritti; sabato al Grandemilia l’Associazione “Amici degli animali” allestirà un banchetto per la raccolta cibo a favore dei rifugi della Sardegna alluvionati.

 

Un messaggio di solidarietà arriva oggi anche dal calciatore sardo del Modena Salvatore Burrai. Intanto le previsioni non fanno ben sperare. L’alluvione, spiegano i metereologi, è causata da un intenso ciclone che sta determinando su gran parte dell’Italia condizioni di diffuso maltempo e che terrà sotto scacco l’Italia per tutta la settimana. Nei prossimigiorni sono attesi dei temporali, da giovedì arriverà anche un po’ di freddo che porterà la neve anche in Appennino.


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