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Gravissimo episodio la notte tra mercoledì e giovedì. Il 30enne è stato aggredito, è finito in ospedale con varie ferite. Indagano i carabinieri.

Non writers, ma solo vandali: e in quattro hanno picchiato un 30enne che era intervenuto a difendere due amiche. Le ragazze, che avevano invitato i quattro a smettere di scrivere sui muri, erano state a loro volta insultate.L’uomo è stato malmenato con calci, pugni e ginocchiate, ed è finito all’ospedale Sant’Orsola di Bologna con un dente rotto e ferite al labbro, per otto giorni di prognosi. L’aggressione è avvenuta in via Belmeloro, nella zona universitaria del capoluogo emiliano, nella notte tra mercoledì e giovedì, verso le 2. Vittima del pestaggio è un giovane di circa 30 anni. Sull’episodio hanno avviato indagini i carabinieri.

 

Da quello che si è ricostruito il giovane stava camminando con due ragazze in via Belmeloro, quando hanno visto un gruppetto di quattro persone, due ragazzi e due ragazze, e in particolare uno di loro che con una bomboletta scriveva sui muri di diversi palazzi, da poco ripuliti. Slogan come ‘muro pulito popolo muto’, ‘grazie per i fogli bianchi’, ‘ad ogni sfratto una barricata’, ‘morte alle spie’, ‘Digos Bologna reparto Uno Bianca’. Le due giovani lo hanno invitato a smettere, lui si è avvicinato a loro in modo aggressivo e le ha offese. Il trentenne quindi è intervenuto in loro difesa, ma il falso ‘writer’ (zainetto, giacca scura e cappuccio) lo ha spintonato e gli ha strappato il cellulare con cui stava per chiamare le forze dell’ordine e lo ha gettato in terra.

 

Quando la vittima ha tentato di riprendere il telefono, sono spuntate altre tre persone che lo hanno pesantemente picchiato. Di questi non è stato in grado di dare una descrizione. Sono state comunque acquisite le immagini delle telecamere della zona. “Laddove dicono ‘Digos Bologna-Uno Bianca’ non sanno di cosa scrivono”, ha commentato il procuratore aggiunto e portavoce della Procura, Valter Giovannini. “Sono solo dei delinquenti comuni – ha aggiunto – autori di un’aggressione vigliacca e gravissima perché diretta non solo verso la vittima ma verso il senso civico di Bologna”


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