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Il garante, oggi a Salerno, interviene sulla vicenda e invita tutto il paese ad avviare una riflessione più ampia su questo importante tema.

Fa discutere l’affidamento di una bambina a una coppia omosessuale dell’Emilia Romagna. “È ormai giunto il momento che nel nostro Paese si apra un dibattito in tema di diritti civili e quindi anche un confronto sulle adozioni alle coppie omosessuali”. A dirlo il Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora, a margine del convegno nazionale organizzato dall’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia a Salerno. “Con questo – rimarca il Garante – non voglio anticipare nessun tipo di conclusione, ma credo sia giusto che se ne inizi a parlare. Vi sono diverse scuole di pensiero a riguardo. C’è chi dice che la famiglia tradizione è indispensabile per la crescita del bambino, chi avanza altre soluzioni. Per ora la legge non consente l’adozione da parte di coppie omosessuali ma sarebbe un fatto civile iniziare a porre questo dibattito”.

 

Sul recente provvedimento adottato dal Tribunale di Bologna che ha concesso l’affidamento di una bambina ad una coppia di omosessuali, il Garante aggiunge: “Vi è una sostanziale differenza tra affidamento e adozione. Il primo è un istituto temporaneo, e quindi la bambina in questione, di sicuro, sarà riportata nella sua famiglia di origine. Non ci sono, dunque, particolari novità in merito, dal momento che la legge prevede che nei casi di affido i bambini possano essere dati a famiglie, preferibilmente con figli, ma anche a single o a coppie omosessuali”.

 

“Il tribunale avrà valutato la coppia affidataria adeguata dal punto di vista affettivo ed educativo”. A dirlo il presidente Aimmf, l’associazione dei magistrati per i minorenni e la famiglia, Luciano Spina, a margine del convegno di Salerno, sul caso della bambina affidata, dal Tribunale di Bologna, ad una coppia omosessuale. “Non conosco – precisa Spina – il caso in questione, mi riserverò di approfondirlo, ma comunque questo tipo di affidamento non è escluso dalla legge. In questo specifico caso sarà emerso il benessere della bambina. Gli affidatari, infatti, non debbono necessariamente avere i requisiti di una coppia coniugata, ma devono solo essere persone idonee ad occuparsi di un minore, per un periodo limitato di tempo. Si tratta di realtà che esistono da anni nel nostro sistema. Pensiamo a quanti genitori omosessuali che allevano i propri figli adeguatamente”.


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