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Lo ha deciso il Tribunale dei minori di Bologna, presieduto dal giudice Giuseppe Spadaro. Critico il commento del deputato Pd Edoardo Patriarca.

Una bimba di tre anni in affidamento temporaneo a una coppia di omosessuali, due uomini di mezza età: lo ha deciso il Tribunale dei minori di Bologna, presieduto dal giudice Giuseppe Spadaro. La Procura minorile si era invece opposta al provvedimento, ritenendo la coppia non all’altezza del compito. La coppia vive però in un’altra città della regione. I due uomini convivono da tempo, hanno un lavoro e un buon reddito, sono una coppia “stabile e affidabile” secondo i servizi sociali, che – come i giudici – hanno dato parere favorevole all’affidamento, ritenendo che ci fossero tutte le condizioni di serenità e benessere richieste dalla legge. La piccola vive in un contesto familiare difficile nella stessa città e conosce bene i due gay, tanto da chiamarli ‘zii’ sebbene non vi sia tra loro alcun legame di parentela. A differenza dell’adozione, per la quale la legge italiana parla espressamente di coppia sposata, per l’affidamento la nuova famiglia temporanea può essere una famiglia tradizionale, meglio se con altri figli in casa, ma anche una “comunità di tipo familiare”, formata da due persone che assolvono alla funzione di genitori, o un single. Non ci sono voci specifiche sull’ipotesi di una coppia omosex. Nel gennaio scorso la Cassazione, esprimendosi su un’altra vicenda, aveva sancito il diritto dei gay ad ottenere in affido un minore.

 

 

Sulla vicenda è intervenuto il deputato carpigiano del Pd, Edoardo Patriarca,  componente della Commissione Affari Sociali.  “Ogni caso ha mille risvolti di cui spesso non siamo a conoscenza – ha detto Patriarca -. Ma l’affidamento della bimba da parte del Tribunale di Bologna a una coppia gay non deve diventare una breccia nel principio secondo cui un bambino deve avere come riferimento un uomo e una donna”. Secondo il deputato ogni decisione deve essere presa per il bene dei bambini.” E se si prescinde da casi particolari e molti rari – ha aggiunto -, il binomio donna-uomo deve essere preferito alle coppie dello stesso sesso”.

 

 


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