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L’uomo, un marocchino di 51 anni, residente con la famiglia nel quartiere San Donato, a Bologna, ha continuato a urlare alla donna che l’avrebbe uccisa anche davanti agli agenti

Aveva instaurato un clima terrore in casa. Da due anni picchiava e maltrattava la moglie e, talvolta, anche la figlia più grande. Ma la situazione è degenerata alcuni mesi fa con la perdita del lavoro da operaio che lo ha reso ancora più violento. Il tutto aggravato dall’assunzione di alcol e droghe. Sabato scorso, dopo l’ennesima aggressione, la moglie non ce l’ha fatta più e ha chiamato la Polizia. Gli uomini delle volanti, arrivati immediatamente nell’appartamento, nel quartiere San Donato a Bologna, hanno arrestato l’uomo, un marocchino di 51 anni, vista la pericolosità della situazione. Infatti, incurante della presenza degli agenti, l’uomo ha continuato a minacciare la donna, urlando che l’avrebbe uccisa non appena fossero rimasti soli.
E’ finito così l’incubo della moglie, marocchina anche lei, di 37 anni, e dei tre figli, due minorenni e una maggiorenne. Quest’ultima l’anno scorso, quando era ancora minorenne, aveva già denunciato il padre per maltrattamenti, facendo così le veci della madre che non è mai andata in ospedale dopo essere stata picchiata, nel timore probabilmente di peggiorare la situazione e dover subire le ritorsioni del marito.
Sabato però la donna ha trovato la forza di chiamare la Polizia quando l’uomo, rientrato a casa ubriaco e insieme a un amico intorno alle 4.50, l’ha svegliata urlando e pretendendo che si mettesse ai fornelli. Il 51enne ha continuato a insultarla e minacciarla anche quando sono arrivati i poliziotti sul posto, urlandole “appena se ne vanno ti ammazzo” nella sua lingua madre (sono stati i figli a tradurre per gli agenti). L’uomo, con permesso regolare e senza precedenti, è stato portato in carcere. Del caso si occupa il pm Francesco Caleca.


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