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Silvio Bregoli lascia il carcere per un ricovero in casa di cura. Aggredì il fratello per un disagio psicologico.

Incapace di intendere e di volere al momento del fatto, quindi non imputabile: Silvio Bregoli non andrà in carcere, il giudice ha revocato gli arresti domiciliari e disposto il ricovero per un anno in una casa di cura. E’ finito in questo modo il processo per rito abbreviato a carico del 52enne di Finale Emilia che, il 15 febbraio dello scorso anno, ferì all’addome con due coltellate il fratello minore, Maurizio. Alla base un disagio psicologico che si era aggravato dopo il ricovero in ospedale della madre. L’avvocato difensore Mario Marchiò, che ha sempre sostenuto che si fosse trattato di un raptus improvviso, ha già annunciato che non ricorrerà in Appello, la sentenza è dunque già esecutiva: Silvio Bregoli resterà ricoverato nella stessa clinica dove si trova da tempo. I due fratelli abitavano insieme; Maurizio, dopo i giorni passati in terapia intensiva, ha fatto ritorno a casa.


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