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Ambientalisti su piede di guerra dopo la presentazione di un progetto per un allevamento di visoni da pelliccia a Portile, che sarebbe il più grande d’Italia.

Appena appresa la notizia è scattata la protesta. Ed è bastato che venisse presentato il progetto, prima ancora che vi siano gli ok definitivi. Ma questa volta gli animalisti vogliono giocare d’anticipo: evitare la realizzazione dell’allevamento invece di doverne chiedere dopo la chiusura. Si tratta dell’ipotesi di un mega allevamento di visoni a Portile. Ad avanzare una richiesta al Comune di Modena per potere costruire quello che diverrebbe il più grande allevamento d’Italia, sarebbe stata un’azienda di Spilamberto. Il progetto che è stato presentato conta ben 38 capanni, capaci di contenere 8mila fattrici e 1600 maschi riproduttori ma che, già dopo le nascite, potrebbero contare circa 40mila visoni.
Appresa la notizia, le associazioni ambientaliste si sono subito attivate organizzando una raccolta firme e gruppi sui social network. Per il prossimo 21 dicembre si starebbero poi organizzando pullman da tutta Italia per un corteo animalista che dovrebbe attraversare le vie di Modena. Il condizionale è ancora d’obbligo perché il progetto di Portile è al momento ancora in fase istruttoria. Il Comune conferma che il progetto esiste ma che non è stato ancora concesso nulla perché sono stati richiesti diversi approfondimenti.

 

L’assessore all’Urbanistica Gabriele Giacobazzi smorza i toni e sull’ipotesi allevamento dice: “L’orientamento non è positivo, anche se non esistono norme che vietino specificatamente di fare questo tipo di attività in zone agricole”. Tra le motivazioni che potrebbero portare al diniego, però, ci sarebbe il fatto che un allevamento con simili dimensioni avrebbe ricadute ambientali e urbanistiche preoccupanti. Sarebbe poi il secondo nel raggio di pochi chilometri. Nel modenese, ricordiamo, c’è già un altro allevamento simile: è quello di via Remesina Esterna, a Carpi, già finito al centro di polemiche e manifestazioni di protesta da parte degli ambientalisti.


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