Problemi con i fiumi, ma non solo. Sulle strade sono caduti alberi e sulla costa il vento ha devastato i porti. La Provincia intende chiedere lo stato di calamità.

Finito l’allarme per il fiume Marecchia, ma il nubifragio che si è abbattuto con particolare violenza nella giornata di ieri sul territorio riminese ha provocato ingenti danni e dopo la loro verifica potrebbe essere chiesto l’intervento della Regione Emilia-Romagna attraverso l’istanza di stato di calamità. Lo scrive in una nota la Provincia. L’elemento critico maggiore per il territorio provinciale è stato il livello dei fiumi che sono andati molto vicino all’esondazione. Per quanto riguarda la viabilità, sono notevoli i problemi causati dal passaggio della perturbazione, specialmente per la rete stradale cosiddetta minore.

 

Problemi causati soprattutto dalla caduta di rami e in alcuni casi alberature che hanno ostruito il passaggio in molte vie. Sono intervenuti i volontari della Protezione civile insieme ai Vigili del fuoco per ripristinare la circolazione e la sicurezza viaria. È in corso il monitoraggio dei danni provocati lungo la linea di costa. Per quanto concerne il riminese, ad una prima verifica non appaiono danni di grande portata, mentre per le zone nord e sud della provincia si attendono i rilievi dei Comuni e della Capitaneria di porto. Le situazioni peggiori si sono verificate a Bellaria-Igea Marina e Riccione, soprattutto nelle aree dei porti canali (danni alle strutture portuali e alle imbarcazioni, rottura di ormeggi). Comunque proseguirà la verifica e la conta dei danni, che si prospettano di notevole entità.


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