Non è facile districarsi tra la burocrazia necessaria per accedere ai contributi

La macchina post terremoto non si ferma e ora, terminati i sopralluoghi in case e capannoni, bisogna spulciare carte, capire e classificare i danni per accedere ai contributi, quei 6 milioni stanziati per la ricostruzione che andranno alle migliaia di aziende lesionate. Un lavoro immane che da Stato e Regione arriva ai Comuni ma che deve essere interpretato dagli addetti ai lavori, gli ingegneri, alle prese con delibere complesse e una burocrazia sempre più pesante che ruba tempo prezioso alla ricostruzione. Ci sono poi le aziende non lesionate che non hanno diritto ai contributi ma che devono adeguarsi agli standard minimi di sicurezza antisismica, costi che si devono accollare i privati, ma anche per loro forse qualcosa si muove. Per le abitazioni private i tempi sono più snelli e gli interventi su stabili con danni più leggeri sono iniziati. E per agevolare l’interpretazione delle leggi, e snellire così le pratiche, l’ordine degli ingegneri ha suggerito l’attivazione di uno sportello dedicato ai professionisti.


Riproduzione riservata © 2017 TRC