Abitcoop per l’ambiente, e disponibile anche per la ristrutturazione dell’esistente. Ma a un patto

Prima c’era un campo da calcio, certo, e oggi c’è un edificio. Non si tratta però di un edificio qualsiasi, ma di una struttura che giunge direttamente dal futuro. Un futuro assai prossimo, fatto di risparmio energetico e di altissimi standard in edilizia, che la nuova sede di Abitcoop raggiunge e addirittura supera collocandosi con esso oltre la classe A, in classe Gold, il top, praticamente sconosciuta non solo a Modena ma addirittura in Italia. Virtuosi, più che virtuosi: l’edificio immetteva energia nel circuito elettrico prima ancora di essere utilizzata. A riconoscerlo e a metterci la firma è CasaClima, l’agenzia bolzanese che opera e certifica l’elevata qualità nei materiali impiegati nella costruzione e prestazione gestionale in termini energetici superiori al 75% rispetto ad un edificio per uffici vecchio stile. Dopo aver consegnato ai propri soci 6.500 alloggi, che diventano 18.500 nell’arco dei complessivi 36 anni di attività, ora la cooperativa pensa alla propria sede e lo fa dando non solo il buon esempio ma rispettando standard energetici ormai, di fatto, obbligati. Lauro Lugli, presidente Abitcoop, spiega che: “Anche a Modena si possono costruire case con queste caratteristiche. Se ne costruiscono centianaia in classe A, con performance energetiche interessanti, il futuro orientato è a questi obiettivi”. Sembra futuro ma è invece già presente: le politiche per l’abitare devono dare immediate risposte alle domande che saranno. Come quelle di una casa, in generale, un’esigenza che sembra tutt’altro che soddisfatta. 8mila nuovi alloggi per Modena, di questo si parla nell’iter già iniziato che porterà alla definizione del nuovo Psc, rispetto al quale anche Abitcoop si mette già a disposizione. Ad una condizione però. “Si dice che c’è esigenza abitativa, di qualità, e ristrutturazione per il riuso – continua Lugli – noi siamo disponibili e a disposizione del Comune per dare alle famiglie un’abitazione anche ristrutturata, a condizione però che i prezzi del mercato non siano più alti di quanto costa il peep”


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