Quattro mesi fa alle nove del mattino la terra tremò per una seconda volta dopo la prima grande scossa di terremoto del 20 maggio

Quattro mesi fa alle nove del mattino la terra tremò per una seconda volta dopo la prima grande scossa di terremoto del 20 maggio. Nel modenese 17 persone sono decedute, molte di loro si trovavano sul luogo di lavoro. Ieri sera a Mirandola si è riunito per la prima volta da allora il consiglio dei Comuni dell’Unione Area Nord. Consiglieri e sindaci dei territori colpiti dal sisma si sono riuniti al Centro Operativo Comunale, presso le scuole di via Dorando Pietri, di fronte ad uno dei campi per sfollati più grandi di tutta l’area. Un luogo che da subito è diventato un punto nevralgico per l’emergenza post-terremoto. Oggi ci sono ancora 13 campi dove vivono 2.200 persone. Le schede Aedes di agibilità compilate nella solo provincia di Modena sono state 24mila, di cui 9.500 che hanno attestato situazioni di inagibilità nell’Unione Area nord. La situazione dal punto di vista occupazionale è preoccupante con 9mila imprese della zona in gran parte messe in ginocchio dal sisma. L’obiettivo ancora una volta resta quello di non lasciare il territorio e secondo il presidente dell’Unione Area Nord Alberto Silvestri questo passa anche per la Cispadana.


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