Sgominata organizzazione che metteva sulla strada ragazze rumene e pretendeva metà dei guadagni

Loro si occupavano di far arrivare le ragazze in Italia, trovavano gli alloggi dove si potevano sistemare, le accompagnavano sulle strade e le facevano prostituire. Si occupavano della spartizione del territorio e di controllare che non accadesse nulla. In cambio chiedevano alle decine di giovani rumene il 50% degli incassi. Ma i vertici dell’organizzazione, anche loro giovani rumeni, non restavano mai in Italia per correre meno rischi, gestivano il traffico dal paese d’origine, e solo di tanto in tanto, a rotazione, qualcuno arrivava a Modena per sistemare i dettagli. E due di loro sono stati fermati lo scorso maggio in città. Nei giorni successivi la polizia della squadra mobile ha identificato i vertici rimasti all’estero e grazie alla collaborazione con la polizia rumena sono stati arrestati su mandato di cattura europeo. 15 gli ordini di custodia cautelare, ma otto persone sono ancora ricercate, mentre quattro tunisini che lavoravano per la banda sono stati denunciati. Ma l’organizzazione che sfruttava le ragazze, e spesso le costringeva ad obbedire con menzogne, minacce e violenze, è stata sradicata. Grazie all’operazione Bonito, che prende il nome dal cane che la banda diceva di portare a spasso quando usciva per accompagnare le prostitute in strada.


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