Il Comune di Modena sembra vicino a raggiungere un’intesa, sabato lo sciopero

Trenta aperture domenicali all’anno, in media, per ogni insegna. E’ la proposta avanzata dal comune di Modena per mettere ordine nel commercio e nella grande distribuzione dopo la deregulation introdotta dal governo Monti col decreto “salva-Italia”. Un modo per provare a conciliare quanto previsto dalla legge che consente aperture illimitate, con la salvaguardia di alcune festività civili e religiose, con le esigenze di operatori e lavoratori del settore, ma anche con quelle dei consumatori che hanno dimostrato di apprezzare le possibilità di fare la spesa la domenica. La proposta sta incontrando il favore sia delle associazioni datoriali, come Confcommercio e Licom, che dei consumatori, che riconoscono l’utilità delle aperture festive dei negozi. Per  Federconsumatori, il codice di autoregolamentazione di 30 aperture domenicali e festive può contribuire a rasserenare le tensioni tra sindacati ed esercizi commerciali, sorte dopo la liberalizzazione selvaggia varata dal governo. Occorre però non interrompere la discussione, aggiungono Licom e Federconsumatori, per raggiungere un ampio consenso. Fuori dal coro si schiera Filcams-cgil: “La proposta è inaccettabile –dice il segretario sindacale Marzio Govoni – perché finisce per peggiorare quanto previsto dal contratto”. Secca la replica dell’assessore Sitta che spera di chiudere l’intesa entro la prossima settimana. Intanto le organizzazioni sindacali del commercio di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per sabato prossimo lo sciopero  dei lavoratori di Coop Estense in merito alla vertenza sul rinnovo dell’integrativo aziendale. In programma, alle 10, un’assemblea davanti alla sede provinciale della Cgil. 


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