Ieri sera alla festa del Pd lo scrittore parla della rivoluzione araba

La primavera araba: una rivoluzione dal basso, che giunge finalmente a rompere gli schemi dei regimi dittatoriali. Questo il sunto del pensiero esternato da Moni Ovadia, teatrante, drammaturgo e scrittore, ospite ieri sera alla Festa del Partito Democratico di Modena, nell’incontro dal titolo “Il Medio Oriente nella primavera araba”. Giovani e meno giovani che, organizzandosi attraverso la rete, hanno dato prova di coraggio, intenti a sovvertire un sistema dittatoriale, che priva anche della libertà di parola. Poi c’è la questione israelo-palestinese, che Ovadia non manca di etichettare come conseguenza di una “falsa democrazia occidentale”. Sposando il sentire di “Modena incontra Jenin”, presente anch’essa ieri all’incontro insieme a Lapo Pistelli, responsabile nazionale esteri del Pd, il drammaturgo ha ricordato la violazione delle risoluzioni Onu, che prevedono, tra le altre cose, la formazione dello stato di Palestina, per poi procedere ad un distinguo tra gli ebrei perseguitati e le attuali scelte del governo d’Israele nei confronti del popolo palestinese.


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