La legge è entrata in vigore a Ferragosto, ma sui farmaci generici c’è ancora un po di confusione, sopratutto tra gli anziani. Anche gli esperti del settore modenesi sono un pò scettici

Per ora la rivoluzione del farmaco generico rappresenta solo una gran confusione e difficilmente si toccheranno le alte medie europee, perchè gli italiani hanno poca fiducia sull’efficacia. La legge è entrata in vigore a Ferragosto e la novità sta nel fatto che d’ora in poi i medici dovranno indicare sulla classica ricetta rossa da portare in farmacia il nome del principio attivo e non quello del prodotto. Per fare un esempio non scriveranno più Aulin ma “nimesulide”. L’obbiettivo dichiarato dal ministro Renato Balduzzi è quello di far crescere il ricorso ai farmaci generici, che in Italia non supera il 17,5%, avvicinandoci alle percentuali della Germania dove tocca il 65% o dell’Inghilterra in cui si sfiora l’85%. La nuova normativa comunque lascia libera scelta al paziente di acquistare il farmaco griffato anche se sulla prescrizione medica c’è solo il principio attivo indicato: basterà pagare la differenza rispetto al medicinale generico. Al medico rimarrà l’opzione di prescrivere il medicinale di marca in caso di patologia cronica con terapia già lungamente testata segnando sulla ricetta la dizione “non sostituibile” ma anche darne motivazione.


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