Hanno analizzato i danni provocati dal sisma nelle chiese mirandolesi

Mini elicotteri e sofisticati robot per analizzare i danni che il terremoto dell’Emilia ha procurato alle chiede e agli edifici di Mirandola. Grazie ad un progetto finanziato dall’unione europea, i piccoli gioielli della tecnologia hanno prodotto scansioni 3D e mappature di danni e rischi presenti all’interno del patrimonio storico mirandolese. A richiedere il loro aiuto sono stati i vigili del fuoco, onde evitare, grazie alla robotica avanzata, che potesse ripetersi la disgrazia che ha visto due vigili del fuoco perdere la vita sotto il crollo di un tetto. Quando il gruppo di lavoro ha iniziato la propria missione, infatti, l’accesso al centro storico di Mirandola era ancora bloccato dall’esercito, data la pericolosità della situazione. I robot sono entrati negli edifici, hanno scannerizzato la zona e prodotto ricostruzioni tridimensionali e video ad alta risoluzione, al fine di rilevare i danni strutturali subiti da soffitti, volte e navate delle chiese (risalenti al XIII e XV secolo e in gran parte distrutte), nonché lo stato delle opere d’arte, come pitture, decorazioni, sepolcri e altari, successivamente salvate dai vigili del fuoco in complicate operazioni di recupero. Ad oggi sono state effettuate cinque ricognizioni con i robot aerei nella chiesa di San Francesco D’Assisi e quattro nel Duomo di Mirandola. I robot di terra, invece, sono stati utilizzati in due occasione nella chiesa di San Francesco, grazie ai quali si è ricostruita tridimensionalmente la navata occidentale, e nel Duomo per la navata orientale e per quella occidentale.


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