I sismologi: “Nessuno può prevedere quando lo sciame si arresterà”

Abituati negli ultimi giorni a scosse più leggere e più profonde, questa mattina, la scossa rilevata alle 7.42 di magnitudo 2.8 è stata avvertita distintamente nei comuni prossimi all’epicentro: Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice. A quasi tre mesi dai terremoti che hanno sconvolto la nostra regione, lo sciame sismico continua la sua attività. La scossa di questa mattina è stata registrata a poco più di 7 chilometri di profondità. “Si tratta di una cosa normalissima” – ribadisce Doriano Castaldini, geologo dell’Università di Modena e Reggio – “Lo sciame sismico non si è ancora fermato e nessuno può dire quando succederà”. Nessun allarmismo dunque: “Finchè sono di questa intensità, le scosse non provocano danni” – continua Castaldini che ricorda un’altra scossa, quella del 6 agosto scorso, di magnitudo 3, tra Finale e San Felice. Dal 16 maggio scorso, dai primi impercettibili movimenti che gli strumenti dell’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia avevano registrato nella bassa modenese, sono già stati più di 2.400 i sismi rilevati: devastanti come quelli del 20 e 29 maggio o dalle conseguenze irrilevanti come negli ultimi tempi. “Lo sciame sismico – dati alla mano – si sta attenuando ma non si ferma, negli ultimi giorni abbiamo comunque registrato otto scosse, tutte di magnitudo inferiore a 3, inferiore anche a 2, ma davvero – insiste l’esperto – non si possono fare previsioni”. 


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