Successo a Londra, dove lo chef modenese ha vinto Casa Italia

Sul podio della buona tavola. Da tre anni, Massimo Bottura ha portato la sua Francescana tra i primi cinque ristoranti del mondo. Così nei giorni delle Olimpiadi, lo chef più stellato d’Italia non poteva mancare a Londra. E come era facile pronosticare è stato un successo. Bottura ha conquistato Casa Italia con le sue prelibatezze “il ricordo di un panino alla mortadella”, che in realtà è una spuma di mortadella lavorata per due giorni e servita con il classico gnocco fritto; una crostatina rotta su un rondello di verdure, “Oops mi è scivolato l’erbazzone”, dedicato a Tania Cagnotto che ha mancato la medaglia di un soffio “ma – ha spiegato Bottura – ha mostrato di saper perdere. E perdendo ha mandato all’Italia il messaggio di cui ha bisogno, che non si vince con le scorciatoie”. Un successo griffato anche dalle eccellenze modenesi per antonomasia, il parmigiano reggiano, i tortellini di Castelfranco, l’aceto balsamico tradizionale della Consorteria e la Torta Barozzi della pasticceria Gollini di Vignola. Una performance d’autore nel quadro del programma varato da True Italian Food and Wine, per la valorizzazione del prodotto agroalimentare italiano autentico che ha portato a Londra grandi cuochi dalle zone dell’Emilia colpite dal terremoto. Bottura ha infatti passato il testimone in cucina a Giovanna Guidetti della Fefa di Finale Emilia. La celebre osteria che si trova proprio sotto il campanile crollato diventato suo malgrado una delle immagini simbolo del terremoto.


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