Ora tocca alla Camera dare il via libera. Le reazioni

Il dolce e l’amaro. Stamattina con 217 voti favorevoli, 40 contrari e 4 astenuti, con il modenese Carlo Giovanardi che non ha partecipato al voto, il Senato ha votato la fiducia alla spending review. Il dolce sono i 6 miliardi per la ricostruzione dell’Emilia che fanno da contro altare ai tagli per la spesa pubblica. L’amaro. Per il via libera definitivo, però, bisognerà attendere il voto alla Camera, ma il percorso adesso sembra davvero in discesa, dopo che Pd, Udc e Pdl, con una decina di defezioni, hanno votato a favore. La novità dell’ultima ora, inserita nel maxiemendamento del Governo, riguarda la sanità. Resta l’indicazione per il medico di famiglia di indicare sulla ricetta il principio attivo di un farmaco, ma viene introdotta la facoltà di specificare la marca, senza l’obbligo di motivare la scelta. Un colpo al cerchio e uno alla botte anche per le rette universitarie. Confermati gli aumenti per studenti fuori corso e provenienti da famiglie ricche, ma viene introdotto un calmiere per chi ha un reddito familiare inferiore ai 40mila euro. Via libera anche alla riorganizzazione delle Province. Immediate le reazioni. Cgil e Uil confermano lo sciopero del pubblico impiego del 28 settembre, nonostante il ministro della Funzione pubblica abbia ribadito che le tredicesime non saranno toccate. La Cisl non aderirà, in attesa di capire quanti saranno gli esuberi previsti. Licenziamenti che, secondo Filcams Cgil, nel solo settore dei servizi a Modena potranno superare quota mille. Ipotesi, come quelle relative alle future Province. Per mettersi avanti, a Reggio hanno già approvato un ordine del giorno per chiedere l’istituzione della Grande Emilia con Modena, Parma e Piacenza. Toccherà alla Regione decidere. Lo stesso ente che dovrà gestire i 6 miliardi per la ricostruzione, facendo da tramite e da garante tra Cassa deposito e prestiti, banche e cittadini.


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