I tagli alla spesa pubblica preoccupano non poco numerose categorie

Tagliare per mettere sotto controllo la spesa pubblica, è doveroso, ma i sacrifici è bene che li facciano gli altri, perché non siamo noi a sprecare. In tempo di spending review, da quando cioè il Governo ha deciso di iniziare a tagliare e di mettere sotto osservazione la spesa pubblica, sembra questo il pensiero più diffuso tra gli italiani. E così da giorni è cominciata la protesta. Ognuno per sé, tutti contro la spending review. Ieri a Roma si sono incontrati Sindaci e Presidenti di Provincia, che protestavano contro i tagli agli enti locali, e avvocati. Domani ci sarà la serrata delle farmacie, cui aderisce anche Federfarma Modena, secondo cui il provvedimento del Governo mette a rischio la sopravvivenza della rete territoriale. Una protesta eccezionale, quella delle farmacie, che garantiranno comunque l’attività nelle zone terremotate. Ma non è finita perché anche il mondo della scuola e della cultura chiede modifiche al testo, dopo aver già ottenuto la sospensione dei tagli per la ricerca nel 2012. In particolare il coordinamento dei precari della Cgil denuncia come a rischio ci sia il posto di lavoro di 15mila docenti non di ruolo, mille in Emilia Romagna. E domani, insieme a Cisl e Uil, a Roma ci sarà la protesta degli esodati, i pensionati dalla riforma del lavoro Fornero, oggi privi della previdenza.


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