Clamorose dimissioni, in aperta polemica con la ricandidatura di Berlusconi

“La fiducia degli italiani nella politica è zero e io sto con gli italiani”. Con queste parole Luca Caselli, sindaco di Sassuolo, annuncia di lasciare il Popolo della Libertà, dopo che con esso aveva strappato alla sinistra la città delle ceramiche, roccaforte rossa. Caselli, 40 anni, avvocato di area An, vicino all’ex ministro Giorgia Meloni, sembra non lasciare margini a ripensamenti e perentorio annuncia di non voler rifare la tessera di partito, diventando così il primo politico indipendente del Pdl. “In politica – afferma il primo cittadino – contano le idee e le persone, che in questo momento non vedo, né a livello nazionale né provinciale”. Caselli, tuttavia, dichiara di non rinnegare il partito con il quale ha scalato il palazzo comunale sassolese, “non abbandono – dice – la nave come Schettino”, ma rivendica semplicemente il diritto all’indipendenza. Nel mirino dell’avvocato vi è non solo la gestione della fase congressuale modenese, ma più in generale il modo in cui la politica ha perso di vista la crisi nella quale sia inseriti. Non ha voluto ingoiare il rospo, inoltre, della ricandidatura di Silvio Berlusconi a premier, dopo che il partito aveva espressamente manifestato di voler ricorrere alle primarie.
Il primo sindaco senza tessera in tasca. A fine mandato? “Se non ci saranno le condizioni per la mia ricandidatura – dice – tornerò a fare l’avvocato”. Il primo commento arriva Enrico Aimi, coordinatore provinciale Pdl, che accetta la scelta di Caselli, “Faccia pure l’indipendente – dice – continueremo a sostenerlo, ma non perda di vista il rischio che nel suo desiderio di rinnovamento e di rottamazione, di gettare il bambino insieme all’acqua sporca”.


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