Danneggiato il 36% del territorio provinciale, 8mila sfollati ma non tutti nelle tende

967 chilometri quadrati, pari al 36% dell’intero territorio provinciale, oltre 227mila persone interessate. Sono questi i numeri del terremoto che quasi due mesi fa ha messo in ginocchio l’Emilia. Le strutture di accoglienza attive per i cittadini che non possono rientrare nelle loro case sono attualmente 33, di cui 26 campi e 7 strutture al coperto. In totale i modenesi sfollati che trovano posto nei campi o negli alberghi sono 8.194. L’area maggiormente colpita è quella di Mirandola dove le strutture al coperto sono tre e i campi 22 con un totale di 5.724 ospiti; a Carpi sono poco più di mille le persone che ancora oggi sono fuori dai loro appartamenti. Infine a Castelfranco è stata allestita una struttura al coperto che ospita 11 persone ed un campo con 120 cittadini. Per quanto riguarda gli ospedali nelle zone terremotate, nella città dei Pio sono stati riattivati il Pronto Soccorso, la Radiologia tradizionale e la diagnostica ecografica, mentre continuano le verifiche su altre macchine come la Tac. 250 i posti letto, 120 invece i posti a Mirandola dove entro il 15 settembre è prevista la riattivazione del Day Hospital oncologico. A Finale Emilia l’ospedale è ancora chiuso, ma dal 9 giugno scorso è operativo un container-ambulatorio con una trentina di posti letto. Nel complesso la chiusura dei presidi e la riduzione di letti ha portato la disponibilità complessiva della provincia da 2.450 a 1.800 posti letto. Per gestire le ondate di calore, l’Azienda Usl ha attivato un monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute della popolazione ed in particolare delle fasce a rischio: i bambini di età inferiore ai 6 anni sono 411 e gli anziani over 75, 627.


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