Situata a pochi chilometri dal cratere sismico, Soliera non è uscita indenne dal terremoto. Le più colpite sono le strutture pubbliche, specie le scuole

Il Castello Campori, simbolo della municipalità, dovrà essere messo in sicurezza e sicuramente rimarrà chiuso per diverso tempo. Chiusi anche i tre cimiteri, (parzialmente agibile solo quello di Limidi), e alcune palestre. Ma la situazione del dopo terremoto a Soliera è sconfortante soprattutto per quanto riguarda le scuole. Le elementari Garibaldi dovranno essere abbattute, così come la torre piezometrica che le affianca. L’edificio storico è soggetto a vincolo e adesso incombe come uno spettro sul viale principale del capoluogo. Danni gravi anche per le medie Sassi che non potranno essere ripristinate in tempo per settembre. Il prossimo anno scolastico si svolgerà dunque nei moduli prefabbricati per i quali il Comune ha individuato un’area in corso di urbanizzazione, in prossimità di via Serrasina. Sono poco più di 350, pari a un centinaio di famiglie, i solieresi rimasti senza casa. Per loro il Comune ha scelto di non allestire una tendopoli, ma di puntare da subito al reperimento di nuovi alloggi, attraverso l’incontro tra sfollati e proprietari di case sfitte. Un progetto pilota che ha di fatto anticipato l’intervento del commissario straordinario e che ha dato risultati significativi. A tutt’oggi, le famiglie che dormono in tenda si conterebbero sulle dita di una mano.


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