Le tante, diverse, storie raccontate al Santo padre, tutte sullo sfondo del sisma

C’é anche Christian Lanno, quattro anni, tra i bimbi portati dall’Unione delle terre d’argine a parlare col Papa a Rovereto di Novi. Christian, ha spiegato la sua mamma Reanna Mazzola, da quando è crollata la loro casa di Rovereto chiede a tutti: "E’ caduta la tua casa? La mia sì". La casa di Christian, dove abitava con la sua mamma ed il suo papà è crollata alle 9 del mattino del 29 maggio. "Mi sono salvata per un soffio – ha spiegato Reanna – la porta era già bloccata dal crollo, ho anche un sistema automatico che si era disattivato e non la faceva aprire. Ma sono riuscita a uscire e a correre fuori col bambino". Poco dopo sul posto è arrivata anche la madre Lucy Galavotti. "Pensavo che mia figlia fosse lì sotto, ho incominciato a urlare. Poi è arrivato un vicino che mi ha detto che era riuscita a scappare. E’ stato terribile. Poco dopo ho saputo che don Ivan era morto cercando di portare fuori la Madonnina, mia figlia era svenuta e per lo spavento le é venuta una trombosi. Lei ha perso tutto, la casa e anche quattro capannoni". Ma la figlia Reanna, che le è accanto, aggiunge stringendo suo figlio: "Ma non ho perso Christian", e sorride.
Un naso rosso da clown, del pane e un berrettino che il Pontefice ha indossato per qualche secondo. E’ questo quello che ha portato a Benedetto XVI una volontaria e clown dell’associazione ‘Vola nel cuore’ di Ferrara al Papa in visita a Rovereto Di Novi, città tra le più colpite dal sisma che ha ferito l’Emilia. "E’ stato un momento molto emozionante", ha spiegato la volontaria.
"Valerio è un bimbo che sta in sedia a rotelle e quando non c’era il terremoto passava per la piazza di Novi andando a supervelocità. E spero torni presto a farlo". Ha un sorriso radioso Luisa Turci, sindaco di Novi, mentre racconta quali sono le quattro famiglie del suo paese che sono state scelte per incontrare il Papa. Le famiglie sono state individuate dal vicesindaco sono tre nuclei di Rovereto e uno di Novi. Sono tutte famiglie che hanno avuto o la casa distrutta o seriamente lesionata dal sisma, e hanno tutte dei bambini.
I volontari del gruppo Agesci di Rovereto hanno regalato a Benedetto XVI il fazzolettone verde striato di giallo e rosso simbolo dell’appartenenza al loro gruppo che era del loro parroco, don Ivan, morto nel crollo della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.


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