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Subito è scattata la protesta. Urla e danneggiamenti alla struttura per attirare l’attenzione

Stanze buie, letti bruciati e bagni in condizioni igieniche indecenti. Il Cie, Centro di Identificazione ed Espulsione di Modena si presenta così. Gli ospiti sono tutti irregolari, senza il permesso di soggiorno e in attesa di essere mandati via dall’Italia. Cinquantotto uomini divisi in sei blocchi da circa dieci ospiti ciascuno. Dietro ai numeri si celano le storie di vita di persone diverse che si incontrano nelle quattro mura del centro. C’è chi ha commesso un reato ed ha passato anni in carcere, c’è chi è arrivato senza alternative dopo la primavera araba e c’è chi a causa della crisi non ha trovato un lavoro e non è riuscito a farsi mettere in regola con i documenti. Questa mattina, proprio mentre le nostre telecamere, erano all’interno del centro di via La Marmora gli ospiti hanno messo in atto una protesta, una delle tante secondo La Misericordia, che gestisce il Cie. Dopo aver visitato un primo blocco ed aver effettuato alcune interviste si è diffusa la notizia della presenza di giornalisti e gli ospiti hanno iniziato a lanciare in aria le scarpe, ad urlare e a danneggiare l’intera struttura. Ad un primo tentativo di bruciare un materasso sono intervenuti Vigili del fuoco e forze dell’ordine, ma gli animi si sono placati solo dopo la promessa di realizzare interviste in ognuno dei sei blocchi presenti. Dopo questo episodio, Prefettura e Questura studieranno una modalità differente per l’incontro con i giornalisti. Gli operatori della Misericordia in una lettera aperta ai modenesi denunciano “l’imbrattamento degli alloggi e dei servizi igienici” e la drammaticità della situazione in cui lavorano. “Ogni giorno – si legge nella lettera – quando portiamo i pranzi, medicinali, quando accompagniamo gli ospiti in infermeria o ai colloqui veniamo ricoperti di insulti e minacce”.


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