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Si tratta di due imprenditori sospettati di aver esportato in Cina rifiuti pericolosi

Due imprenditori modenesi sono stati indagati dalla procura di Genova, per avere illegalmente esportato dall’Italia in Cina 20mila tonnellate di rifiuti pericolosi, composti perlopiù da componenti elettroniche in disuso, per un volume d’affari di 18 milioni di euro. I trasporti sono stati effettuati dal 2007 al 2010, via mare, attraverso il porto di Genova. Secondo la Dda, i documenti di accompagnamento delle merci erano falsificati, così come i dati dei destinatari, che erano fittizi. La merce veniva invece recapitata ad altri soggetti che ne faceva usi diversi rispetto allo smaltimento.


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