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Compatibili con calci. La madre resta l’unica indagata: la famiglia parla di una caduta

Lesioni interne gravi. Ai reni, al fegato, alle costole, più compatibili con dei calci che con una caduta. Si infittiscono sempre di più i dubbi degli inquirenti sul caso della bambina pakistana, di poco più di due anni, ricoverata in gravissime condizioni al Policlinico dopo che il padre venerdì scorso si è recato con la piccola all’ospedale di Mirandola raccontando che era caduta nella vasca da bagno. “Una vicenda molto delicata  con indagini non semplici”, ha sottolineato questa mattina il procuratore capo Vito Zincani, anche per il fatto che la segnalazione sulle circostanze sospette dell’episodio è arrivata in ritardo alle forze dell’ordine. E su questo forse potranno fornire chiarimenti i medici dell’ospedale di Mirandola. Per il momento unica indagata per lesioni gravissime è la madre della bambina, ma gli aspetti da chiarire sono ancora tanti. Ad esempio, a quando risalgono le lesioni sul corpo della bimba. A poco prima della corsa del padre in ospedale o in un momento precedente? Su questo potrà aiutare l’evoluzione degli ematomi sul corpo della bambina. Indagini, ha spiegato Zincani, rese difficili anche dal fatto che i genitori, arrivati un anno fa dal Pakistan, parlano male l’italiano e conducono una vita molto isolata. Ora la Procura chiederà di visionare anche la cartella clinica di un altro ricovero della bambina avvenuto tempo fa, episodio comunque, dicono dalla procura di per sé non sospetto. Anche in quell’occasione il padre aveva parlato di una caduta nella vasca da bagno.


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