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Si tratta di quattro albanesi che agivano fra la provincia modenese e la Toscana

Almeno 14 colpi, quasi tutti messi a segno ad uffici postali dell’Appennino. Una scia di raid che ha avuto inizio nel dicembre del 2010 con una rapina alle poste di Renno di Pavullo e poi ancora Spilamberto, Gaggio Montano, San Michele dei Mucchietti, Verica, Serramazzoni. Le descrizioni che davano i testimoni coincidevano quasi sempre; ad agire erano in due, travisati, vestiti con tute mimetiche, accento dell’Est. E soprattutto armati; uno con un fucile e l’altro con una pistola, risultata poi essere una scacciacani. Dopo il colpo rubavano un’automobile per scappare. Ora carabinieri e polizia hanno assicurato alla giustizia la gang, formata da 4  uomini, tutti di nazionalità albanese, il più vecchio 35 anni, il più giovane 27. A dare una svolta alle indagini è stato l’arresto nell’ottobre del 2011 di due di loro in provincia di Firenze. Proprio le analogie con i colpi messi a segno nel modenese hanno portato gli inquirenti sulla strada giusta. I 4 sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto, alla rapina e alla detenzione di armi. Carabinieri e polizia hanno infatti sequestrato un piccolo arsenale, oltre a indumenti e parrucche per camuffarsi.


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