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Denunciato giovane straniero, si sospetta un’organizzazione alle sue spalle

Una telecamera grande come la capocchia di uno spillo, nascosta in un bottone. Un auricolare altrettanto microscopico, il tutto collegato a un dispositivo fermato da una panciera sotto la maglietta. E il gioco era fatto, la patente in tasca. Almeno così pensava il giovane pakistano smascherato dalla polizia stradale di Modena proprio in sede di esame per passare quella scocciatura che è per molti il test scritto. Gli agenti in borghese non erano lì per caso. Qualche segnalazione di stratagemmi sospetti, per aggirare gli esami, a loro era arrivata dalla Motorizzazione, e da un caso simile avvenuto qualche tempo fa a Reggio Emilia, così gli occhi si sono puntati su quel giovane straniero. La sua postura davanti al computer con le domande risultava in effetti un po’ innaturale, piccoli movimenti perchè la minitelecamera potesse inquadrare bene le domande, e i suoi complici all’esterno, fermi su un’auto nel piazzale, potessero inviargli con il telefono le risposte giuste, che lui riceveva con l’auricolare. Il piano però è andato all’aria. Gli agenti hanno fatto scattare la perquisizione e il giovane, un operaio di 24 anni, sposato con due figli e residente regolarmente a Modena, è stato denunciato per tentata truffa. Addosso aveva anche oltre 1.000 euro in contanti, denaro che avrebbe consegnato per il favore. La polizia ora è sulle tracce dei complici. E’ convinta che vi sia un’organizzazione che mette in atto questi trucchi illegali. Troppi gli stranieri , sottolineano da via Giardini, che, pur masticando solo poche parole di italiano, passano facilmente l’esame di guida


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