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Sì ma con prescrizioni, dalla Conferenza dei servizi, al tanto contestato impianto di bitume di Savignano. I limiti delle emissioni, in particolare, fanno ancora discutere.

“Via libera dalla Conferenza dei servizi, all’impianto di bitume di Savignano” anticipa, in un comunicato stampa, la Provincia. “Non cantiamo vittoria” replica il sindaco del paese, Germano Caroli. Giunta al penultimo step, la vicenda dell’impianto da realizzare nella frazione di Magazzino continua a far discutere. Ieri pomeriggio la Conferenza dei servizi, il tavolo provinciale a cui era presente anche l’amministrazione savignanese, oltre ad Ausl ed Arpa, ha approvato l’autorizzazione sulle emissioni in atmosfera, vincolata però a nuove ed ulteriori prescrizioni a carattere ambientale sui limiti delle emissioni, sulla prevenzione delle polveri durante la lavorazione e sulla gestione dell’impianto sotto il profilo dell’impatto odorigeno. La procedura di autorizzazione era stata avviata dopo la sentenza del Tar nell’inverno scorso che, a seguito di un ricorso delle associazioni ambientaliste che contestavano l’opera, aveva rilevato la necessità di rivedere alcuni elementi procedurali sull’autorizzazione in atmosfera rilasciata in precedenza. “È stato approfondito ogni aspetto della questione – spiega Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente – e sono state previste ulteriori prescrizioni, anche sulla base dell’evoluzione normativa, per garantire tutela ambientale e diritto alla salute dei cittadini. E finalmente – aggiunge Vaccari – è possibile sbloccare un’attività che, in questo momento di crisi economica, può garantire occupazione”. “Bisogna andare cauti nell’affermare che c’è il via libera all’impianto – ha replicato oggi il sindaco di Savignano – La conferenza dei servizi si è infatti chiusa con un verbale che ha raccolto tutti i pareri degli interlocutori che, su di un tema rilevante riguardante le prestazioni ambientali, erano discordi”.LA SODDISFAZIONE DI DINO PIACENTINI, CONFAPIE si dichiara soddisfatto, ma non risparmia la delusione per le dinamiche che hanno accompagnato nel tempo l’intera vicenda, il presidente di Confapi Modena Dino Piacentini. In una nota Piacentini sottolinea in particolare quella che definisce una “strumentalizzazione politica”, per colpa della quale sono stati dilatati in maniera abnorme i tempi di apertura dell’impianto. “Le imprese hanno voglia di fare – conclude – ma devono trovare interlocutori istituzionali attenti e collaborativi”.


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