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Sognava sicuramente un futuro migliore il 27enne del Kosovo morto ieri in una ceramica di Rubiera, dopo un volo di 10 metri. Il giovane lavorava per una ditta di Fiorano specializzata nella rimozione di amianto. Ma nonostante questa tragedia, gli infortuni sul lavoro sono in calo.

17mila355 infortuni sul lavoro denunciati nel 2009 a Modena, più di 4mila in meno dell’anno precedente. I dati del rapporto annuale curato da Provincia di Modena, Azienda Usl e Inail sono incoraggianti, con un calo costante negli ultimi 5 anni.  E che il calo sia effettivo e non solo frutto della minore occupazione lo conferma, la riduzione che si registra negli indici di incidenza, cioè il calcolo del numero di infortuni per mille addetti. Indice che nel 2009 è stato di 39 infortuni contro i 43 del 2008 e addirittura i 48 del 2005. I settori più a rischio si confermano minerario-ceramico, lavorazioni del legno, edilizia e trasporti. Escludendo gli infortuni sul tragitto casa – lavoro e quelli stradali in genere, il rapporto evidenzia come i mortali del 2010 siano stati due, uno in agricoltura e uno in edilizia, contro gli otto del 2009, di cui ben cinque in agricoltura. Tra il ’96 e il 2000, invece, furono 60. Ma ciò nonostante, come conferma la tragedia di ieri a Rubiera, non si può abbassare la guardia. Per questo la Provincia ha stanziato nei giorni scorsi 305 mila euro per organizzare, a partire dal prossimo autunno, percorsi formativi rivolti sia ai lavoratori sia ai datori di lavoro, con particolare attenzione ai settori considerati più a rischio e ai giovani.


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