in:

La mega sponsorizzazione da parte di Ers è saltata. La sagra si farà comunque, pur tra tanti mal di pancia. Le indagini su presunte minacce sono in corso. Accade tutto questo a Rivara, piccola frazione dove il progetto di un deposito di gas ha da tempo acceso gli animi

E alla fine a Rivara è arrivata anche la Digos. Gli uomini della direzione investigativa della Questura hanno fatto visita al Comitato No gas giovedì scorso, chiedendo nominativi ma soprattutto conto di quanto detto nel corso di un incontro che ha visto fronteggiarsi alcuni componenti del “Comitato salute e ambiente” di Rivara ed il presidente del Comitato che, ogni anno, organizza la tradizionale sagra con tanto di grandioso spettacolo pirotecnico. Una volta trapelata la notizia della consistente sponsorizzazione da parte della Ers, ovvero la società intenzionata a realizzare il contestato deposito di gas, a favore della sagra, il presidente del comitato organizzatore Domenico Rossi è stato invitato alla consueta riunione del lunedì del Comitato no gas. E qui, dopo la conferma degli accordi presi per sostenere gli alti costi della manifestazione, il confronto, con l’uno a difendere la “neutralità” della scelta e gli altri ad esprimere tutto il dissenso, ma soprattutto il pericolo di una frattura insanabile nella comunità rivarese, affezionata sostenitrice della sagra, ma irritata dalla possibile presenza del “nemico” tra gli stands. Toni accesi probabilmente, ma nessuna intimidazione, secondo i No gas. Di pressioni e di un dietrofront imposto (la sponsorizzazione infatti è stata poi rifiutata) ha parlato invece l’organizzatore dell’evento settembrino. Tra i due litiganti, un infiltrato, il sottosegretario Giovanardi, che si è rivolto al questore segnalando minacce. Quello che è successo dopo è la diretta conseguenza: accertamenti ed investigatori a caccia di “minacciatori”. “Chi vivrà vedrà” direbbe qualcuno. Una cosa però appare certa: pur di cattivo gusto per chi a Rivara vive, un’eventuale propaganda o sponsorizzazione da parte della Ers non avrebbe cambiato il no al deposito del gas espresso da tempo dalle istituzioni locali e regionali, ancora in attesa di quello (per il momento solo ufficioso) del Ministero.


Riproduzione riservata © 2018 TRC