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Perde tempo e denaro per completare una documentazione. Bastava un’autocertificazione

Detto, fatto: all’indomani della richiesta dell’adozione di una carta dei diritti delle imprese contro le lungaggini delle procedure amministrative, Cna segnala un primo esempio di “malaburocrazia”.  Quello di parrucchiere associato che, a inizio giugno, aveva presentato una cosiddetta “Scia”, la segnalazione certificata di inizio attività, per un semplice trasferimento del negozio. Ma prima via mail, poi via fax il Comune respinge la richiesta lamentando la mancanza nell’incartamento di un nulla osta, che tra l’altro deve emettere lo stesso comune, e di una piantina in scala 1:100 anzichè di quella presentata che era 1:200, la proporzione standard del Catasto. Il commerciante – denuncia Cna – ha perso tempo e denaro, dovendo dare l’incarico a un geometra per una nuova cartina in scala ridotta. “Considerando che alla base della Scia c’è l’autocertificazione – commenta il presidente di Cna Luigi Mai – viene da chiedersi a cosa serva quest’ultima, visto che il comune di Modena continua a chiedere tutta la documentazione subito e sempre e non in fase di verifica”. “Sappiano – conclude amaramente Mai – che non esistono ricette magiche per la crescita, ma si può fare almeno in modo di non ostacolarla”. Per il presidente della Cna le amministrazioni locali dovrebbero prender coscienza che molto si può fare per aiutare l’economia, anche a costo zero.


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