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Stefano Bonaccini, segretario regionale Pd ed ex assessore comunale, ed Antonino Marino indagati per il chiosco del parco Ferrari. “Siamo sereni”

Il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini e l’assessore comunale Antonino Marino sono indagati per abuso d’ufficio. Bonaccini deve anche rispondere di turbativa d’asta, reato però già prescritto. Gli avvisi di garanzia, firmati dal pubblico ministero Enrico Stefani, riguardano anche altri due dirigenti comunali: Mario Scianti e Giulia Severi. Atti dovuti, precisa lo stesso magistrato. L’indagine è di fatto una costola del processo in cui lo scorso maggio è stato assolto dal reato di concussione il geometra comunale Antonio D’Andretta. La vicenda risale a 8 anni fa, periodo in cui Stefano Bonaccini era assessore al patrimonio del Comune di Modena. All’attenzione della magistratura c’è il passaggio di gestione del chiosco-birreria del parco Ferrari da Tina Mascaro (la barista uccisa nel 2007) alla società Sdps. I nuovi accertamenti dovranno chiarire se ci siano state pressioni su Tina Mascaro per far subentrare l’altra società nella gestione del chiosco. La barista calabrese venne sfrattata nel maggio del 2003; nel luglio dello stesso anno nell’attività subentrò la Sdps di Massimiliano Bertoli e Claudio Brancucci, che avrebbero gestito il chiosco beneficiando di rateizzazioni e di rinvii dell’affitto. Un eventuale trattamento di favore su cui la Procura intende ora fare luce, dopo che il Tribunale, chiuso il processo D’Andretta, ha chiesto specificamente nuove indagini. Sia Bonaccini che Marino si limitano a dichiarare piena fiducia nel lavoro dei giudici. Entrambi, appresa la notizia, hanno postato i primi commenti su Facebook. Stefano Bonaccini conferma di avere operato con correttezza e trasparenza. L’assessore Marino ha precisato che la vicenda trae origine da una scelta compiuta dall’amministrazione quando ancora lui non era amministratore. Di ufficiale c’è una nota di piazza Grande: “Fin dall’inizio – si legge – il Comune di Modena ha messo a disposizione della magistratura tutta la documentazione. Nonostante la complessità della vicenda, l’Amministrazione è serenamente convinta della piena regolarità di tutti i passaggi”.


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