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San Martino Spino è a pochi km dall’epicentro della scossa di terremoto di domenica sera. Lì, nelle valli, fino a Gavello e Quarantoli, il sisma è stato avvertito in maniera molto forte e si contano ancora i danni.

Per gli esperti è stata una scossa normale, una delle tante che si manifestano, periodicamente, in un sottosuolo ballerino; solo un po’ più forte delle altre. Per Don William, parroco di San Martino Spino, la scossa di domenica sera di normale non aveva nulla. Anzi, ha spiegato questa mattina dinanzi alla nostra telecamera, ha capito subito che “la botta”, come l’ha definita lui, sarebbe stata grossa quando ha alzato gli occhi al cielo ed ha visto la croce oscillare in maniera paurosa. E’ sconsolato Don William. Increduli i parrocchiani che, alla spicciolata, arrivano, entrano in chiesa e poco dopo ne escono scuotendo la testa. Già all’ingresso l’impatto non è dei migliori: banchi impolverati e calcinacci sparsi un po’ ovunque. Ma a colpire maggiormente sono quelle crepe enormi, che di certo non lasciano presagire nulla di buono. La cappella di San Clemente, il patrono, è transennata, gravemente lesionata nella volta. Il parroco aspetta il responso dei tecnici della Curia ma nell’attesa, come a presagire una risposta negativa sulla possibilità di riprendere le funzioni, pensa a dove poter celebrare la messa di domenica prossima. “Tutt’al più ci sposteremo in parrocchia” dice. Ma l’amarezza è forte. “Avevamo appena tinteggiato l’esterno, fatto qualche lavoretto, ed ora serviranno altri fondi”. Poi lo sguardo si sposta alla vecchia casa di fianco alla chiesa: “quella, che sarebbe da abbattere per costruirne una nuova, è rimasta intatta”.


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