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La squadra mobile indaga sull’omicidio avvenuto ieri in A1. Ancora tutti da chiarire i contorni della rapina. Il camionista è stato ferito anche a un braccio: ha cercato di difendersi.

Una rapina particolare, con contorni ancora da chiarire, ma secondo gli inquirenti l’ipotesi più probabile per spiegare l’omicidio di Michele Langella, 38 anni, autotrasportatore napoletano, che pure nel tir conservava un carico di poco valore. E dire che l’uomo, proprio per evitare furti e aggressioni, era solito fermarsi non in aree di sosta grandi e isolate ma a lato della strada, come aveva fatto anche mercoledì sera. Ma proprio lì lo avrebbero raggiunto i malviventi, che hanno sfondato il finestrino dal suo lato, lo hanno probabilmente colpito alla testa con il calcio del fucile a canne mozze che avevano con loro, e alla reazione del camionista hanno sparato due colpi. Langella è stato ferito al braccio destro, alzato forse per difendersi, e al torace da numerosi pallini. Alcuni hanno raggiunto il fegato, uccidendolo. Le indagini comunque sono in corso.


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