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Un camionista napoletano è stato ucciso in una piazzola di servizio sull’A1 a Castelfranco Emilia. Forse una rapina finita male.

Una tentata rapina finita in tragedia: è la pista che stanno battendo gli inquirenti che indagano sulla morte di un camionista napoletano di 38 anni, Michele Langella, trovato morto nella cabina del camion che aveva parcheggiato nell’area di sosta sull’Autosole tra Bologna e Modena, all’altezza di Castelfranco Emilia, in direzione nord. Dalle prime informazioni, l’uomo sarebbe stato colpito a un fianco da una rosa di pallini, forse due i colpi sparati, che hanno scalfito anche il parabrezza del camion. La vittima presenta anche un ematoma alla testa, ma è presto per dire se sia la conseguenza di una probabile colluttazione. Inquirenti e investigatori – polizia stradale e squadra mobile coordinati dal sostituto procuratore Mariangela Sighicelli – stanno però vagliando altre ipotesi: quella della rapina è la più immediata ma non convince l’obiettivo, il carico non era di grande valore, succhi di frutta, qualche migliaio di euro e non di più. Sul rimorchio, inoltre, non ci sarebbero tracce di effrazione. A notare che qualcosa non andava sono stati gli automobilisti di passaggio che hanno visto il mezzo pesante fermo nell’area di sosta, ma solo verso mezzogiorno sono stati notati i vetri infranti, quindi è scattata la segnalazione alla polizia. Una volta sul posto, all’interno della cabina, è stato rinvenuto il cadavere dell’autotrasportatore. Il vetro quello lato del passeggero era stato rotto con un oggetto contundente, forse un sasso; l’altro, quello del guidatore, sembrerebbe stato raggiunto dal secondo colpo esploso. Si pensa a un’arma da caccia, un fucile probabilmente ma non è escluso che sia stata usata una pistola. C’è il racconto di un uomo che, attorno alla mezzanotte, era in giro nella zona in mountain bike: “Ho sentito un rumore sordo, come quei cannoncini dei contadini che servono per allontanare gli uccelli predatori, capita spesso durante la stagione delle ciliege, ma adesso di ciliege non ce ne sono più. Mi è sembrato strano, poi quando ho sentito dell’omicidio, mi è venuto naturale fare il collegamento”. Michele Langella lavorava per un’azienda di trasporti di Piazzolla di Nola, nel napoletano, la Del Vecchio srl. Era incensurato. Potrebbe essere stato vittima di una banda organizzata. Forse i rapinatori lo stavano seguendo da ore e hanno approfittato della notte per entrare in azione. Supposizioni, le indagini entrano ora nel vivo. Si attendono i primi riscontri dall’esame autoptico e dalla perizia balistica.


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