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Omicidio di Natale, domani in Tribunale a Modena riprende il processo con rito abbreviato contro don Giorgio Panini.

Secondo round domani, in Tribunale a Modena, tra periti e consulenti per valutare la capacità di intendere e di volere di Giorgio Panini, il parroco che la vigilia di Natale del 2009 uccise a coltellate l’amico Sergio Manfredini e ferì gravemente la moglie dell’uomo Paola Bergamini. Dopo che lo psichiatra Elvezio Pirfo, nominato dal giudice Domenico Truppa, ha concluso che il sacerdote al momento dell’omicidio era capace di intendere e di volere, domani toccherà ai consulenti della difesa presentare le proprie osservazioni. Gli esperti incaricati dagli avvocati Domenico Giovanardi e Antonio Sarzi Amadè contesteranno in parte il lavoro dei periti torinesi. In particolare i consulenti di parte insisteranno sulla necessità di un’indagine più approfondita per esaminare su base scientifica, attraverso test di provata veridicità, se vi sia o meno in don Giorgio Panini una tendenza a mentire, se in sostanza finge di non ricordare cosa è accaduto quella vigilia di Natale o se davvero, come ritengono i suoi legali e i consulenti che lo hanno esaminato, soffre di un vizio di mente. L’ex parroco di Brodano, da più di un anno rinchiuso nel carcere di Sant’Anna, ha confessato l’omicidio ma in tutti questi mesi non è mai riuscito a ricostruire i fatti e soprattutto a fornire un movente. I Manfredini erano suoi amici, lo ospitavano da anni nella casa di famiglia, tra vittime e aggressore c’era da sempre un rapporto fraterno. Una volta esaurita la discussione sulla perizia psichiatrica – la difesa chiederà un supplemento sugli aspetti che ritiene poco esplorati – è probabile che domani il giudice fissi invece le prossime date in cui discutere il processo. Salvo colpi di scena, la sentenza dovrà arrivare entro il 16 agosto.


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