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E’ stato grazie alla prontezza di spirito di un cliente e di un impiegato, e al lavoro d’indagine della polizia scientifica, che è stato possibile mettere le manette a due incalliti rapinatori di banca napoletani.

Circa un anno fa in due, con cappellino e occhiali, erano entrati armati di cutter alla Banca popolare dell’Emilia Romagna di via Vaciglio centro. Erano fuggiti a piedi portandosi via 1.200 euro. Uno dei clienti presenti nell’istituto di credito, però, si è dato subito da fare: assieme a uno dei dipendenti è salito in scooter e si è messo all’inseguimento di una Ford Focus che hanno ritenuto sospetta. Ed in effetti era proprio l’auto dei rapinatori, che capito di essere stati individuati si sono dileguati in fretta abbandonando anche la vettura. Ma i due intraprendenti cittadini avevano ormai preso la targa, oltretutto inseguimento e immagini del veicolo erano stati immortalati dalle telecamere cittadine. Da quei preziosi numeri la polizia è risalita a una coppia residente a Giugliano in Campania, provincia di Napoli, che il giorno della rapina era in Francia e al ritorno ha denunciato il furto dell’auto, visto che era rimasta a Modena. In realtà, avevano prestato la Focus al futuro cognato, Antonio Casaldo, 26 anni, pregiudicato. Intanto, la scientifica, con un paziente lavoro di rilevamento delle impronte e analisi delle immagini per capire cosa i due avessero toccato, sono risaliti a Domenico Marano, 27 anni, parente di Casaldo. A quel punto il cerchio si è chiuso intorno ai due rapinatori, arrestati oggi, su ordine di custodia cautelare, nelle loro case a Giugliano. Hanno entrambi precedenti specifici e sono ritenuti pendolari delle rapine. Denunciata per favoreggiamento e simulazione di reato la coppia proprietaria della Ford.


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