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Entra nel vivo l’inchiesta sulla cardiologia del Policlinico. Oggi in Procura sono stati sentiti, come persone informate sui fatti, alcuni medici e cardiologi dell’ospedale universitario.

Entra nel vivo l’inchiesta sulla cardiologia del Policlinico. Oggi in Procura sono stati sentiti, come persone informate sui fatti, alcuni medici e cardiologi dell’ospedale universitario. A cominciare dal dottor Daniele Giovanardi, sindacalista dello Snami e vice direttore dell’ Emergenza Urgenza, dipartimento che fa capo alla professoressa Maria Grazia Modena, proprio la professionista finita nella bufera. Come sindacalista e come medico, in queste settimane Giovanardi aveva già avuto modo di confermare le criticità del reparto di emodinamica sollevate dalla commissione d’inchiesta regionale. E oggi, di fronte al pubblico ministero Marco Niccolini, il capo del pronto soccorso del Policlinico ha ripercorso le tappe della vicenda, dall’esposto presentato dall’associazione “Gli Amici del cuore” all’inchiesta della commissione regionale che ha evidenziato “imperizie, imprudenze e negligenze” che hanno poi portato alle dimissioni del responsabile di emodinamica. “I letti delle emergenze erano occupati per le sperimentazioni – ha ribadito il dott. Giovanardi – Se noi facevamo clinica, ossia cercavamo un approccio multidisciplinare per curare il paziente, a emodinamica la scuola era improntata alla ricerca, che è una cosa diversa”. Alla base del problema, com’è noto, c’è il progetto “Oltre le coronarie”, quegli interventi endovascolari extracardiaci che venivano fatti senza coinvolgere i chirurghi vascolari. Due sono le inchieste aperte in Procura: la prima nata da una denuncia del prof. Gianni Spinella, presidente degli Amici del Cuore per le complicanze subite dopo una coronarografia; l’altro filone riguarda gli esposti su presunti casi di malasanità raccolti dal Codacons di Modena. Al lavoro ci sono i Nas di Parma che hanno sequestrato le cartelle cliniche e che questa mattina sono rimasti a lungo nell’ufficio del dott. Niccolini. E sempre in mattinata il magistrato ha sentito altre due cardiologhe, le dottoresse Marzullo e Leuzzi, quindi il prof. Roberto Parravicini, tra i fondatori della cardiologia modenese, massimo esperto della materia quindi, e molto critico sull’operato della professoressa Modena. Pochi giorni fa la direttrice di Cardiologia aveva presentato una memoria in Procura per ribattere a tutte le accuse. Insomma una vicenda che scuote la sanità modenese. “La cosa triste è che dal di fuori sembra solo una lotta intestina tra baroni della medicina – ha concluso Daniele Giovanardi – ma la Regione è stata chiara, ci sono state imperizie e negligenze”.


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