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Inseguimento ad alta velocità ieri sera alle 22,30 sulla Canaletto. La Polizia recupera la refurtiva del colpo all’Ecu di Bomporto e il furgone rubato, ma i ladri riescono a scappare a piedi. Tutte le news di cronaca.

Ladri in fuga a 160 chilometri orari sulla Canaletto intercettano una volante della Polizia di Modena che li insegue e recupera la refurtiva. E’ successo ieri sera, intorno alle 22,30, a Bomporto, a seguito di un furto con spaccata messo a segno da quattro individui a volto coperto ai danni del supermercato “Ecu”, in via Adige. Dopo avere asportato la cassaforte con all’interno 5 mila euro, i ladri si sono dati alla fuga a bordo di un Fiat Ducato e di una Opel Vectra. Sul loro cammino hanno però incrociato la Polizia che li ha indotti, dopo un inseguimento a tutta velocità, ad abbandonare il furgone con la cassaforte in un campo e a continuare la fuga a piedi. Complice l’oscurità i malviventi sono riusciti a dileguarsi. La refurtiva è stata invece recuperata, così come è stato recuperato il Ducato, che a un successivo controllo è risultato essere stato rubato ieri a Modena. Incendi dolosi a Finale Emilia e Vignola Notte di lavoro per i Vigli del Fuoco che sono stati chiamati a domare due incendi, entrambi dolosi. L’episodio più rilevante a Finale Emilia, al centro sportivo comunale di via Montegrappa, dove è andato a fuoco un locale utilizzato come magazzino dalla locale Polisportiva Futura. I pompieri di San Felice, intervenuti sul posto con 2 squadre in supporto da Modena, hanno trovato la porta d’ingresso forzata e l’ambiente invaso dalle fiamme. Nel rogo è rimasto leggermente ferito il custode dell’impianto che si è ustionato una mano nel tentativo di portare in salvo alcuni attrezzi. Altro incendio doloso a Vignola, alle 22,15. Le fiamme hanno danneggiato un autobus del servizio pubblico parcheggiato sul piazzale della stazione autocorriere. Partite dalla porta d’ingresso, dove i vigili del fuoco di Vignola hanno trovato tracce di innesco, le fiamme si sono propagate al tetto e agli arredi del mezzo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti anche quella che si sia trattato di una sorta di vendetta nei confronti di Atcm, dopo l’inasprimento dei controlli “anti-portoghesi” a bordo degli autobus disposto dall’azienda.


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