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Ha destato scalpore l’indagine della guardia di finanza che ha permesso di scoprire un laboratorio senza autorizzazione in cui si praticava la sperimentazione su animali. La vivisezione è un tema caldo.

E’ il ministero della salute ad autorizzare ogni tipo di sperimentazione, anche quella su animali, alle Asl poi il compito di controllare che siano rispettate tutte le regole previste. Norme chiare e per alcuni aspetti anche rigide, e il casolare della Bassa finito sotto sequestro probabilmente non rispondeva ai requisiti, essendo fatiscente. Quindi il titolare dell’azienda che usava questo laboratorio improvvisato non aveva nemmeno mai chiesto l’autorizzazione per eseguire test, che comunque riguardavano prodotti biomedicali e non medicinali. Presidi sanitari che in ogni caso non avranno ottenuto eventuale certificazione in base ai test eseguiti nella Bassa perchè la legge non lo consente, però forse sono stati poi sottoposti ad altri controlli in centri autorizzati. A Modena dovrebbe essere solo l’università ad avere la possibilità di sperimentare su animali vivi. Nella Bassa, comunque, hanno accertato le fiamme gialle e le guardie zoofile della Lega antivivisezione, erano stati eseguiti 1.300 test riguardanti 566 tipi di prodotti. Il casolare ora è comunque sotto sequestro e tre persone sono state denunciate per maltrattamento di animali, perchè anche se in Italia la vivisezione è ancora legale, se non è autorizzata, e quindi in qualche modo motivata, resta solo una crudeltà.


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