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La Guardia di Finanza di Rimini ha sequestrato 400 tonnellate d’amianto all’ex stabilimento della ceramica Cemar a Maranello. Si attendono i risultati dell’Arpa per capire la pericolosità degli altri rifiuti trovati.

Quattrocento tonnellate di amianto sono state sottoposte a sequestro da parte dei militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Rimini. L’area interessata è quella in cui sorge l’ex stabilimento della ceramica Cemar. Ad insospettire le forze dell’ordine sono state le coperture dell’edificio, viste dall’alto durante un volo di ricognizione della sezione aerea nei giorni scorsi. Si trattava di coperture in eternit per un’area complessiva di 20mila metri quadrati. Nella struttura e all’esterno sono state inoltre scoperte tonnellate di altri rifiuti, in gran parte catalogabili come pericolosi. In seguito è stato svolto un ulteriore sopralluogo durante il quale sono stati trovati residui solidi del trattamento dei fumi e della smalteria. I tecnici di Arpa hanno prelevato numerosi campioni che, dopo analisi dettagliate, chiariranno il livello di pericolosità. Il rappresentante legale dell’immobiliare che aveva preso in leasing l’intero complesso industriale sarà denunciato per inottemperanza ad un ordine dell’Autorità e per getto pericoloso di cose come prevede il “testo unico ambientale”. Anche un dirigente del Comune di Maranello rischia una denuncia per omissione di atti d’ufficio perché titolare dell’ordinanza che anni fa aveva intimato alla società di bonificare l’area. L’amministrazione di Maranello, in una nota, fa sapere di essere in attesa degli esiti delle indagini di Arpa e aggiunge che negli ultimi anni, si è occupata con continuità della bonifica dello stabilimento. Nel 2010, la proprietà avrebbe presentato all’Azienda Usl un piano di bonifica dell’area con il quale era possibile avviare tutte le operazioni necessarie; piano che, ad oggi, non risulta essere stato ancora avviato.


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