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Notte di San Lorenzo, un gruppo di ragazzi ha scelto un campo di Verica di Pavullo per guardare le stelle cadenti. Ma nel buio, uno di loro è caduto in un pozzo. E la serata è finita in compagnia dei vigili del fuoco.

Notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, la notte dei desideri. Così, un gruppo di ragazzi, anche forse per passare una serata diversa, ha ben pensato di scegliere un campo in montagna, a Verica di Pavullo, dove non ci sono luci elettriche ad offuscare la vista, dove non ci sono palazzi più o meno alti che coprano il cielo. Qualche ora in compagnia, magari uno spuntino, poi tutti naso all’insù, facendo a gara a chi per primo scorge la caratteristica scia luminosa. Ovviamente è necessario che sia buio, notte fonda. Ma se l’oscurità favorisce l’osservazione del cielo crea qualche problema per quanto riguarda vedere dove si mettono i piedi, soprattutto poi se l’attenzione è rivolta altrove. Forse per questo uno degli adolescenti non si è accorto che tra l’erba c’era un pozzo, evidentemente non completamente chiuso. E camminando c’è caduto dentro. Era mezzanotte circa, gli amici, a quel punto, hanno chiamato i vigili del fuoco, i cellulari almeno a questo servono. Il pozzo non era profondo, e il ragazzo nella caduta si era provocato solo qualche escoriazione, forse alla fine un desiderio era riuscito a esprimerlo in tempo. I pompieri di Pavullo sono arrivati subito, hanno calato una scala e il giovane ha potuto tranquillamente risalire. Un po’ di paura, ma alla fine sarà solo una disavventura da raccontare a casa. Attenzione quindi quando si decide di andare a caccia di stelle cadenti, visto che – come spiegano gli esperti – il fenomeno avrà il suo picco fra oggi e domani, anche se San Lorenzo è passato. In montagna, oltretutto, avvertono che già ieri sera insisteva in zona un po’ di foschia, che rende la visuale meno efficace. Vanna Marchi, tasse non recuperabiliLa corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’agenzia delle entrate per recuperare parte della tasse dovute da Vanna Marchi, l’imbonitrice televisiva condannata per truffa a 12 anni di carcere e che qualche anno fa aveva aperto un centro estetico a Carpi.
Il Fisco avrebbe dovuto applicare ai redditi percepiti dalla signora Marchi nell’82 l’aliquota del 12,38% e non del 6,38. Solo che al ricorso avrebbe dovuto allegare l’avviso di accertamento per provare l’errore di calcolo. Ma non l’ha fatto. Dunque doppio errore, ricorso respinto e tasse non più recuperabili.


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