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Sgominata dalla polizia una banda di esperti rapinatori di gioiellerie. Pendolari del crimine, tentarono un colpo a Modena, a marzo. Arrestato anche il basista, fidanzato della figlia del titolare del negozio.

La famiglia la conosceva bene, così come anche la loro gioielleria: era il fidanzato della figlia del titolare del negozio Reggiani, di via De Polli, a Modena. E siccome lavorava in una ditta della città che impiega detenuti in semilibertà, e proprio lui si occupava della gestione dei reclusi, Lino Antognetti, 55 anni, nato a La Spezia ma residente da tempo a Nonantola, deve aver pensato che non avrebbe fatto fatica a trovare dei complici per un colpo facile facile. Infatti, Giovanni Cannavacciolo, 41 anni, che ogni sera tornava in carcere alla Dozza di Bologna, ha accolto con favore la possibilità di mettere via qualche soldo per quando sarebbe tornato libero. Con una telefonata ha fatto arrivare a Modena una batteria di quattro persone, tutte napoletane, esperti rapinatori di gioiellerie, pendolari del crimine. Ma qualcosa è andato storto. Il colpo che hanno tentato di portare a termine lo scorso 3 marzo ai danni della Reggiani è fallito: il titolare ha reagito, una cliente presente è riuscita a scappare in strada e chiedere aiuto. I quattro malviventi campani, tra i 40 e i 20 anni, sono scappati, salendo su un furgone guidato da Cannavacciolo, il mezzo che usava per la ditta e di cui aveva appena denunciato il furto. Ma la squadra mobile della questura di Modena ha capito il trucco, e dal detenuto è arrivata fino al basista. Questa mattina sono scattati gli arresti. Antognetti è stato ammanettato a casa sua, il 41enne davanti al carcere bolognese, un terzo è stato preso a Napoli, altri tre erano già in carcere. La batteria di rapinatori, infatti, è coinvolta anche in colpi messi a segno a Cremona, Parma, Verona e persino a Salerno, dove non esitarono, per riuscire a fuggire, a sparare, fortunatamente senza conseguenze.


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