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Sequestrati 28mila capi contraffatti di prestigiose marche, sette persone denunciate. E dietro il mercato delle false griffe spunta l’ombra della malavita organizzata.

L’indagine della guardia di finanza di Modena, coordinata dal pm Enrico Stefani, è iniziata alcuni mesi fa, quando una modenese ha raccontato di aver comprato una borsa Louis Vuitton in un negozio della provincia credendola autentica, ma quando a Montecarlo l’ha portata a riparare le è stato detto che era falsa: è stata sequestrata e distrutta. Le fiamme gialle sono risalite ai produttori delle false griffe: dieci fra magazzini e abitazioni perquisite, tra Nonantola, Ravarino, ma anche Cavriago di Reggio Emilia e San Giovanni in Persiceto di Bologna. Sette imprenditori sono stati denunciati, fra cui due cinesi, i produttori diretti degli articoli, e madre e figlio italiani già denunciati in passato per lo stesso reato. Sequestrati 28mila fra accessori e prodotti di note marche contraffatte, tra cui anche Gucci e Prada, valore 400mila euro, oltre a cliche e cartamodelli riprodotti. Continua invece l’indagine sui negozi che vendono prodotti fasulli. E dietro il redditizio mercato della contraffazione spunta l’ombra della malavita organizzata, casalesi in primis, come ha spiegato il procuratore aggiunto di Modena, Lucia Musti. Diventa quindi un reato sempre più grave, che comprende anche lavoro nero, evasione fiscale, danno al mercato regolare. Per questo dal 2009 sono state inasprite le sanzioni e rese più incisive le indagini. E forse non tutti sanno che anche acquistare un prodotto fasullo è reato, e può costare, ha spiegato il comandante provinciale della gdf, colonnello Alberto Giordano, una multa di 3mila euro.


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