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E’ scattato il preallarme per gli incendi boschivi della Regione. Primo week end di mobilitazione per i 200 volontari di protezione civile “arruolati” per il servizio di avvistamento in Appennino.

Caldo torrido, vegetazione secca e un flusso crescente di persone in fuga dall’afa della pianura che cerca refrigerio in montagna. Condizioni di rischio potenziale che, combinate insieme, possono diventare esplosive concorrendo al verificarsi di incendi. E’ scattato ieri, e rimarrà in vigore fino al 25 agosto, lo stato di “grave pericolosità” per gli incendi boschivi decretato dalla Regione Emilia Romagna. Parallelamente è diventato pienamente operativo, in tutto l’appennino modenese, il servizio di avvistamento per la prevenzione degli incendi boschivi. Sarà in funzione tutti i week end fino a settembre con il coinvolgimento di oltre 200 volontari di protezione civile, abilitati nei corsi di addestramento della Provincia. Il servizio prevede sette punti fissi di avvistamento ad alta quota e pattuglie mobili di vigilanza nelle aree ritenute più a rischio. I volontari sono attrezzati con strumenti gps in grado di favorire la rapida localizzazione dei punti segnalati. Pronte a intervenire anche otto squadre abilitate alle attività di spegnimento e bonifica che, all’occorrenza, possono validamente affiancare i Vigili del fuoco e la Forestale. Lo scorso anno gli incendi nel periodo estivo sono stati una decina, in calo rispetto ai 20 dell’anno precedente, con circa 5 ettari di terreno distrutti dalle fiamme. La causa più ricorrente rimane la disattenzione umana. Mozziconi di sigaretta abbandonati ancora accesi o marmitte calde a contatto con la vegetazione secca possono facilmente funzionare da innesco. Anche l’eliminazione col fuoco di sterpaglie ed erbe infestanti è una prassi da evitare. Nel periodo di “grave pericolosità” queste azioni sono vietate e sanzionate in modo salato con multe fino a 10 mila euro. In caso di incendio doloso, invece, è prevista anche la reclusione.


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