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La Digos di Modena ha identificato e denunciato nove giovani dell’area anarco insurrezionalista, tra cui alcuni presunti responsabili dei danneggiamenti compiuti in occasione della manifestazione del 19 giugno. Nei guai anche un ventenne, studente di filosofia e di buona famiglia.

Il perfetto kit dell’anarchico comprensivo di ogni accessorio: bombolette spray e stencil per imbrattare i muri, e poi mazze, tirapugni, catene, passamontagna Mephisto, felpe, fionde e volantini in quantità. E’ il materiale rinvenuto dalla Digos nell’appartamento di un ragazzo 20enne di Modena, studente di Filosofia e di famiglia facoltosa. Insieme a lui, sono stati denunciati altri 8 giovani, d’età compresa tra i 20 e i 32 anni, residenti tra Bologna e Parma, tutti ritenuti vicini all’area degli anarco insurrezionalisti. Dovranno rispondere di reati che vanno dalla diffamazione alla detenzione di armi improprie, dall’imbrattamento agli atti vandalici, fino all’interruzione di funzione religiosa. L’indagine della Digos va avanti da oltre due mesi, esattamente dal 2 maggio scorso, quando un’irruzione di anarchici in Duomo, con conseguente interruzione del rito cattolico, portò alla luce un fenomeno fino a quel momento sconosciuto in città. Il lavoro di intelligence si è naturalmente intensificato prima e dopo la manifestazione anti Cie del 19 giugno, che ha lasciato dietro di sé uno strascico di danneggiamenti e polemiche. Gli investigatori sono riusciti non soltanto a identificare alcuni partecipanti, ma anche a delineare le modalità d’azione di un gruppo composto per lo più da persone residenti fuori provincia, con appoggi e collegamenti in altre regioni, ma che sembra prediligere Modena per le sue iniziative di lotta. La convinzione maturata dagli inquirenti è che il gruppo stia alzando il livello delle proprie azioni, diventato potenzialmente sempre più pericoloso. Per questo motivo sono stati presi in seria considerazione alcuni materiali sospetti rinvenuti a casa dello studente modenese: bilancini, provette, tubi dal contenuto incerto e polveri non meglio identificate. Un arsenale da piccolo chimico per la cui valutazione bisognerà attendere il responso dell’esame di laboratorio. Morto mentre andava a funghi, i funeraliVerranno celebrati lunedì mattina, alle 9.30, nella chiesa di S.Antonio da Padova, a Sassuolo, i funerali di Egisto Garetti, 71 anni, morto ieri sulle montagne toscane della Garfagnana, dopo essere precipitato in un dirupo. Il pensionato era andato a funghi nei boschi del lucchese, che conosceva bene, assieme a un amico. E’ stato il suo compagno di escursione a dare l’allarme quando Garetti non si è presentato nel luogo dove si erano dati appuntamento per il rientro. Sul posto gli uomini del Soccorso Alpino e una unità cinofila. Egisto Garetti abitava a Sassuolo in via Braida.


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