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E’ cominciato questa mattina a Modena il processo a Giuditta Russo, diventata famosa per aver esercitato la professione di avvocato per 10 anni senza aver mai preso nemmeno la laurea. Deve rispondere di truffa, per 300mila euro che avrebbe fatto sparire dalle tasche di ignari clienti, fra cui una coppia di pensionati. Imputato anche il marito.

La 40enne napoletana Giuditta Russo è diventata famosa dopo aver scritto un libro-confessione ed essere apparsa più volte sulle reti televisive nazionali. Per 10 anni ha finto di essere un avvocato, senza aver mai preso la laurea o l’abilitazione. E non lavorava solo nei suoi uffici di Mirandola e Pompei, si è anche presentata in aula, qualche causa, dice, l’ha anche vinta. Ma soprattutto non voleva far nulla di male, ha sempre sostenuto. Ma sono di diverso avviso le quattro persone costituite parte civile questa mattina, in tribunale a Modena, durante la prima udienza del processo contro la donna e il marito, che in passato a lavorato presso l’ufficio del giudice di pace di Finale Emilia. Giuditta Russo è accusata di truffa, riciclaggio ed esercizio abusivo della professione. Fingendo di aprire cause, mai avviate, e accampando spese fra le più disparate, dice la procura, la donna era riuscita a farsi consegnare da quattro clienti oltre 300mila euro. Una coppia di anziani pensionati, rappresentati ora dal legale Cosimo Zaccaria, ha consegnato nelle mani del falso avvocato 98mila euro, i risparmi di una vita, nella speranza di risolvere un contenzioso condominiale. Giuditta Russo forse non voleva fare del male a nessuno, ma con 300mila euro ha poi comprato una villa in Toscana. La donna è già stata condannata, in primo grado, a Torre Annunziata a 5 anni di carcere. A Modena il processo continuerà nei prossimi mesi.


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